Armonia e Techno bilanciate dalla ricerca: Donato Dozzy

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Possono le emozioni essere quasi realisticamente trasposte in un genere così in-emotivo come la Techno? Può la Natura entrare così dentro i suoni elettronici? Si possono costruire interi paesaggi con le sonorità strumentali? La risposta è sì e a darne dimostrazione pratica è il Professore Donato Scaramuzzi in arte Dozzy. Donato difatti è uno di quei rari artisti capaci di dipingere intorno all’ascoltare dei veri e propri ambienti dove perdersi, dove potersi immergere. Dove nulla è ciò di quello che sembra.

Considerato uno dei producer più talentuosi e rispettati nell’ambiente Techno ha sempre privilegiato la ricerca sperimentale alla gloria da grande palcoscenico, riuscendo così a dedicarsi allo studio “scientifico” del suono e a creare una delle più profonde e lunghe forme di esplorazione delle sonorità Ambient mai intraprese.

Romano di origine, Donato Dozzy si avvicina ai suoni acid e techno alla fine degli anni ’80 in una Roma a quei tempi all’avanguardia in ambito musicale, con esponenti come Lory D e Leo Annibaldi. Comincia da subito a frequentare i migliori negozi di dischi della capitale costruendosi un enorme bagaglio culturale e musicale, nonché il suo attuale soprannome “Professore”. Resident prima del Brancaleone e dopo del famigerato Panorama Bar di Berlino, Donato riesce grazie ai lunghi set a creare delle esperienze sonore in un timing da vero e proprio “viaggio” musicale. Da qui affina sempre più l’arte dell’ipnosi e della trance, della riproduzione realistica di suoni fluidi e naturalistici. Dal 2004 al 2009 Donato esce con diversi EP in collaborazione con Giorgio Gigli, Brando Lupi, Cio D’or e Mike Parker (solo per citarne alcuni) e viene invitato ai migliori festival di musica sperimentale (uno fra tutti il Labyrinth), oltre alla fondazione della sua “Dozzy Records”. Ma è il 2010 l’anno che vede la luce del suo primo album solista “K“: una delle opere Ambient Techno più straordinarie di tutti i tempi. Un’ introspettiva immersione in ambienti dub/techno liquidi che elevano ad una riflessione meditativa, ancora oggi a distanza di anni la migliore opera solista di Dozzy. Inarrivabile esempio di esplorazione del suono.

Successivamente ci sarà un altro capolavoro solista “Donato Dozzy plays Bee Mask” e le post prodotte tracce dello stratosferico progetto “Aquaplano Session” (Spectrum Spools) con l’amico e collega italiano Nuel. In Aquaplano i due artisti esplorano i rumori liquidi dell’acqua riproducendoli in un lavoro che segna un passo evolutivo nella musica Techno sperimentale. Un intenso quanto incredibile impegno di capturing e incastro “sintetico” delle sonorità natural con quelle elettroniche.

L’incoronazione di una già così brillante carriera e di uno sbalorditivo percorso evolutivo arriva però con “Voices from the Lake“, miglior album sonoro del 2012. Il progetto in collaborazione con l’amico Giuseppe Tilleci, in arte Neel, dà vita a qualcosa che ancora non aveva visto luce nel genere: una riproduzione di tracce senza interruzioni in un viaggio sonoro senza precedenti. Ogni traccia è simbioticamente legata alla successiva riproducendo ambienti surreali, popolati da una natura embrionale dove tutto è in perenne movimento. Il sound design che costruiscono i due è qualcosa di disruptive rispetto a tutto ciò che la scena Techno avesse mai sperimentato: come il primo sbarco sulla Luna sta all’umanità tanto VFTL sta alla musica elettronica.

Le ultime fatiche, “Sintetrizzatrice” e “Loud Silence“, rivelano una maturità sperimentale che va oltre gli schemi creando un genere totalmente a se stante, coinvolgendo nuovi elementi fin ora estranei all’elettronica. Con “Squadra Quadra” e l’ultimissimo EP “That Fab” l’artista invece torna su tematiche più legate alla Techno.

Insomma Donato Dozzy esprime uno stile che rimarrà senza dubbio nella storia e che molto difficilmente sarà replicato nelle enciclopedie musicali. Come uno dei migliori ipnotisti bilancia dei ritmi così armonici da cullare l’ascoltatore mantenendo però un flusso energetico sufficiente a prevedere lo spegnimento delle attività cognitive. Uno straordinario equilibrio, figlio di uno studio accurato e consapevole.

Questo venerdì al Bunker porta il suo rarissimo Hybrid Set dove la sperimentazione si intreccia alla Techno più raw and hypnotic, tra il sogno ascetico e il sudore del dancefloor.

Per chiudere vorrei riportare una delle frasi che forse meglio spiega la visione del Professore: “In twenty years of activity as a DJ I still can’t realize the real social utility of what I’m doin’, but I have seen the therapeutic function…”.

Per informazioni sull’evento: http://www.genauturin.com/eventi/genau-bunker-pres-donato-dozzy/

Simone De Luca

 

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