Anthony Linell aka Abdulla Rashim si racconta

L’immagine sfuggente di Anthony Linell, restio a rilasciare interviste, ci viene restituita in questo episodio di Under Bron Artist Talk quasi sussurrato: un’ora di chiacchierata tra due voci – quella di Anthony, per l’appunto, e del suo intervistatore – dai toni pacati nel silenzio di uno studio di produzione minimale, interrotte solo da alcuni brani appositamente scelti a supporto del naturale svolgimento di questa fantastica conversazione. Dai suoi esordi nel panorama underground di Stoccolma, al riconoscimento sulla più ampia scena europea, Anthony ripercorre la sua carriera con incredibile franchezza e lucidità: “Fare il DJ non è mai stata la mia vera intenzione” rivela “Nonostante mi piaccia suonare DJ set, ho cominciato sperimentando con i suoni dieci anni fa a Stoccolma”.

La malinconica Stoccolma fa da sfondo a questa storia fatta di suoni ed immagini, a cominciare dal nome della label fondata sei anni fa da Linell e dal socio Varg, la “Northern Electronics” che, sebbene secondo le parole del suo stesso fondatore non sia possibile riassumere semplicemente sotto l’etichetta di un suono “nordico”, data la varietà di generi che vi si producono, ha in effetti un’atmosfera che accomuna tutte le sue release e che ne guida le scelte artistiche: “Mi piace quella sorta di sensazione confortante che puoi trovare nella malinconia”. Le produzioni di Linell, a partire dalle primissime rilasciate con il moniker Abdulla Rashim, rientrano a pieno titolo nel genere techno, ma è altrettanto lampante la presenza di una sfumatura ipnotica e ovattata; sono produzioni oniriche che devono molto all’anima ambient del loro producer che continua così questo discorso sui generi: “La musica Ambient è la colonna sonora della vita. Ci si stanca ad ascoltare sempre musica ritmica, mentre l’ambient può essere implementato in ogni momento della propria quotidianità. Io personalmente non ascolto musica techno o dance. Desidero produrre musica che ascolterei anche nella tranquillità della mia casa, con mia moglie.”

Anche nelle produzioni orientate al dancefloor, in realtà, non è mai soltanto la pista la sua unica vera intenzione, “Non può essere l’unica cosa” e a chi si stupisce per la selezione dei suoi DJ set abbastanza lontana da ciò che invece produce, risponde che “E’ importante quando si suona per un pubblico far ballare la pista, il che non significa usare per forza un ritmo 4/4 di kick e cassa ma anche qualcosa che abbia del groove”. A proposito dell’esperienza dietro i piatti, questo DJ che evidentemente non è un clubber, riprende dicendo “Nonostante mi sia abituato alla popolarità che deriva da questo lavoro, mi sento sempre strano a starmene lì dietro in piedi, ad essere quello che tutti ascoltano e a cui tutti rivolgono lo sguardo. E’ come se ogni volta avessi questa epifania in cui realizzo di avere il controllo di tutto. Se non mi piacesse non lo farei, ma è stancante. Riacquisto energia quando le persone dimostrano di apprezzare quello che faccio.”

Molti altri sono gli argomenti toccati nel corso dell’episodio, per citarne solo uno in più la scelta minimale (anche questa molto “nordica”) di tenere in studio poche macchine ma buone e di preferire sintetizzatori e drum machine piccoli e maneggevoli negli spostamenti per i suoi live set. Non ci resta che augurarvi buon ascolto.

ANTHONY LINELL sarà ospite di GENAU questo Sabato 14 Dicembre all’Azimut Club di Via Modena 55, Torino.

Tickets —> https://xceed.me/list/genau/event/torino/77474
Info e liste: 392-8039321 / https://www.genauturin.com/eventi/genau-anthony-linell/

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